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da Quattroruote 12/2018

Le interfacce che rendono disponibili in auto, anche a costo zero, le funzionalità più utili, dalla telefonia alla navigazione, sono sempre più diffuse. Ma le Case non stanno a guardare!

di Roberto Boni e Davide Comunello

IMPIANTO ORIGINALE
I sistemi multimediali offerti dalle Case possono essere più o meno sofisticati e pratici da utilizzare, ma offrono il vantaggio della perfetta integrazione con la vettura. Oltre al prezzo d'acquisto, però, possono richiedere un abbonamento a servizi accessori quali le informazioni sul traffico.

APPLE CARPLAY
L'interfaccia degli iPhone può essere replicata, in modo semplificato, sul display dell'impianto multimediale della vettura. Sfruttando così Siri, l'assistente digitale Apple, per telefonare, inviare messaggi, utilizzare il navigatore e ascoltare la musica preferita.

ANDROID AUTO
L'applicazione degli smartphone Android dedicata all'impiego in macchina funziona anche usando lo schermo e il vivavoce della vettura, per una migliore funzionalità.

Waze è un'app. Sa. Vede, prevede e, se non provvede, almeno suggerisce. Per esempio, segnala eventuali incidenti sulla strada, proponendo alternative taglia-coda. Indica le buche, i cantieri, gli ostacoli, i veicoli fermi in carreggiata. Ricorda la presenza di autovelox e Tutor. Calcola in continuazione il miglior percorso possibile. Sfidarla non è quasi mai una buona idea, perché l'algoritmo "crowd", ovvero integrato dagli input della community di utenti che indicano e confermano gli imprevisti, è assai più preciso e dinamico delle nostre abitudini.
Inutile girarci attorno: ormai, a meno che non si disponga di navigatori premium e sempre online, è meglio fidarsi delle app che sfruttano la connessione degli smartphone. Waze, di proprietà di Google dal 2013, è soltanto un esempio, ma a conti fatti, in materia di navigazione, si torna sempre dalle parti della Silicon Valley e dell'altra creatura di Big G, Maps. O con le cartine dei dispositivi Apple. Non è un caso che le soluzioni dedicate all'auto dei due giganti californiani, Android Auto e CarPlay, integrino le rispettive app di navigazione.
E che Waze sia oferto da entrambi, assieme ai player per la musica in streaming, a software entrati prepotentemente nella vita di tutti i giorni come WhatsApp e a sofisticati interlocutori vocali come Siri e l'assistente Google. Tutto assieme, in un unico pacchetto: basta collegare lo smartphone a una porta Usb e lo schermo dell'infotainment si trasforma in un'interfaccia molto familiare. Sempre la stessa, anche su veicoli diversi. E con i contenuti che si aggiornano di continuo (l'hardware, ovvero il cellulare, si rinnova più spesso dell'auto).

LA RISPOSTA DELLE CASE

Per i costruttori, tenere il passo è piuttosto complicato. E, in efetti, CarPlay e Android Auto sono ormai disponibili su vetture di tutti i segmenti, di serie o a pagamento. Talvolta, sui modelli di fascia bassa e media, le case automobilistiche hanno deciso di fare direttamente a meno dei navigatori "embedded", propendendo per l'integrazione dello smartphone (fisica, con i supporti in plastica, oppure digitale). Quando si sale di categoria, invece, la competizione esiste. Eccome. E, pertanto, merita di essere approfondita. In questa prova speciale, mettiamo a confronto le due creature della Silicon Valley con alcune delle migliori soluzioni presenti sul mercato: quelle Audi, FCA, Ford e Mercedes.

«Hey, Mercedes!». Ormai negli spot è un tormentone: l'assistente vocale del costruttore della Stella promette di aiutare il conducente alla stregua di un maître in carne e ossa. L'intelligenza artificiale è evoluta (non perfetta, ma questo è un problema comune a tutti gli assistenti) e ha un innegabile vantaggio sui sistemi della Silicon Valley: quello di essere, appunto, integrato nella vettura. Con una simile piattaforma, è possibile dettare comandi che Siri o Google non possono gestire (non ancora, almeno): un esempio è il climatizzatore, impostabile con la voce e in linguaggio naturale. Discorso simile per altre auto premium, come Audi o BMW, in cui gli assistenti evoluti, la qualità di mappe e audio, l'ergonomia complessiva di sistemi studiati appositamente vanno a comporre un'esperienza multimediale completa e raffinata. Basta pensare all'Audi Virtual cockpit, il quadro strumenti digitale e riconfigurabile: integra la mappa di navigazione, minimizzando le distrazioni. Qui, CarPlay e Android Auto non possono fare granché, limitandosi allo schermo centrale della console.
Quindi, come si conclude la partita? Le tech company offrono immediatezza, semplicità, familiarità di un unico ambiente software e una navigazione precisa con una spesa relativamente contenuta (a volte, nemmeno quella). I sistemi delle Case, in compenso, sfruttano al meglio l'integrazione con la vettura per offrire funzionalità più sofisticate e, per ora, irraggiungibili. Anche dai giganti hi-tech.